La fase “preventiva”


Una giovane donna, o una giovane coppia, può immaginare la propria futura genitorialità in modi molto diversi a seconda dell’età, della vita scolastica o professionale, della vita relazionale e affettiva. Spesso è difficile iniziare a considerare la possibilità di una gravidanza e ancor di più una "fase preventiva" prima che la gravidanza stessa sia stata accertata.

La donna, o la coppia stessa, potrebbe non essere ancora pronta a spendere tempo, energie mentali e fisiche per cambiare abitudini di vita o fare sacrifici in vista di qualcosa di cui ancora non si è sicuri. Probabilmente non sa se ne valga davvero la pena.

E allora, quando bisogna iniziare a prendersi cura di sé e della propria salute?

Quando smettere di fumare, di bere e cominciare uno stile di vita più sano?

Gli esperti ci dicono: "da subito" … ma che cosa significa? E perché?

Innanzitutto occorre entrare nell’ordine delle idee che la salute della donna è il requisito fondamentale per la salute della futura mamma.

Pertanto, una donna deve iniziare a prendersi cura di sé fin da quando si inizia a riflettere sui propri progetti futuri, seppur lontani nel tempo: anche nel periodo adolescenziale è possibile, seppur complicato, immaginare la propria genitorialità.

Il cambiamento degli stili di vita
Quando una donna è incinta, tutti lo sanno e comunque … non passa inosservata!
La decisione di non fumare, non bere, di essere attenta al cibo o all’ambiente è di fatto comprensibile e ben accettata, anzi accompagnata e sostenuta da tutti.

Quando invece una donna decide di smettere di fumare, di bere o inizia a porre una diversa attenzione alle proprie abitudini alimentari, è possibile che venga osservata in modo diverso, diventi oggetto di domande e a volte di battute, addirittura possa autoescludersi o essere allontanata da compagnie o ambienti frequentati prima.

Non è facile modificare un’abitudine come il fumo o l’alcol che hanno sia una funzione aggregativa che di condivisione di momenti significativi della propria giornata o della propria vita.

Non è facile passare inosservati, trovare un proprio spazio “relazionale” con le consuete compagnie o addirittura trovarne di nuove … e tutto questo coinvolge anche il partner.

E allora, come comportarmi?

Le forti emozioni
La donna, o la coppia, che decida di iniziare a fare attenzione alla propria salute preconcezionale può essere sopraffatta da stati emotivi più forti del solito. Occorre individuarli e saper dare loro un senso, proprio per non lasciare che prendano il sopravvento su di noi.

L’ansia è una frequente condizione psichica legata ad una sensazione di paura: timore di sbagliare, di essere sbagliati, di non aver fatto in tempo, di non farcela.
Quando devo iniziare a prendere l’acido folico? E se continuo a bere una birra ogni tanto? Non ce la faccio proprio a smettere di fumare! Ci stiamo ormai provando da sei mesi, ma non riesco a rimanere incinta! Come poterla ridurre?

Lo stress rappresenta una "pressione" psichica che si manifesta a livello fisico, una reazione di adattamento all’ambiente: può tuttavia essere trasformato in attivazione ed energia per affrontare un cambiamento. Come affrontarlo?

La sottovalutazione del rischio
Chiunque si trovi ad affrontare una situazione di un potenziale pericolo, si trova anche a difendersi con certi meccanismi che allontanano dalla propria mente l’idea che "debba capitare proprio a me", più noti come meccanismi di difesa: una protezione dalla perdita di equilibrio della nostra facoltà cognitiva, relazionale e del nostro stare al mondo. Per questo è facile che una donna, consapevole dei dati statistici di frequenza delle possibili malattie, deformazioni, sindromi fetali causate dal proprio comportamento che precede una gravidanza, possa apparentemente sottovalutarne l’importanza.

Ma può anche accadere che si possa essere talmente spaventati da pensare che non valga la pena di darsi tanto da fare per cambiare, quando poi è la natura o il destino che decidono!

È utile, invece, ritagliarsi uno spazio di pensiero per programmare al meglio la propria gravidanza.

Il pensiero riflessivo
Il periodo preconcezionale psicologico nasce separatamente e segue ritmi diversi da quello biologico.
Nasce con l’idea di immaginarsi madre e padre, nasce come base per un progetto futuro, non sempre all’interno di una coppia. Si tratta di qualcosa di assai diverso dal gioco infantile di sentirsi madre, perché ora il momento è diverso: le scarpe sono della taglia giusta, i vestiti sono i propri e non quelli presi in prestito dalla propria mamma, il passeggino è ancora vuoto, senza una bambola di pezza di cui prendersi cura.

Quando si inizia a pensare di poter essere madre o padre, si attiva un pensiero riflessivo su di sé: è un’occasione per fermarsi e guardarsi intorno. Si entra in una fase di ritorno a sé dell’individuo e della coppia, anche se questa non c’è realmente. Si ha l’occasione di riflettere sulla propria vita, la propria età, le proprie relazioni e legami, le proprie motivazioni e spinte comportamentali, le proprie abitudini e stili di vita. In questo modo prende vita uno spazio nuovo, quello del bambino immaginato, che deve essere protetto dalle invasioni esterne e deve relazionarsi a una serie di sistemi: la coppia, la famiglia allargata, il gruppo di amici, l’ambiente lavorativo. Si attivano inevitabilmente dei meccanismi che possono essere di sostegno ma anche di attacco nei confronti di una scelta di gravidanza. Occorre, pertanto, saperli individuare per poterli gestire al meglio.

La spinta trasformativa: la genitorialità
La genitorialità ha luogo nella mente prima ancora che nel corpo dei genitori e ha inizio sul piano esclusivamente ideativo e immaginifico ben prima che avvenga il concepimento.
È un processo senza un tempo definito, ma delineato dall’intensità del suo significato riflessivo e relazionale. Il periodo preconcezionale rappresenta quindi un momento di trasformazione, caratterizzato dall’oscillazione dello sguardo verso il passato e poi verso il futuro, nella ricerca dei propri punti di forza e delle proprie capacità da un lato e di una nuova identità dall’altro. La spinta alla progettualità ed a ricoprire un nuovo ruolo si alterna al bisogno di sicurezza e di affetto per poter contenere le forti emozioni che accompagnano questo momento.

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